Thursday, April 03, 2008

Tre anni fa scrissi questo per il papa polacco

Mi chiamo.
Fabio.
La mia voce funge da richiamo del mattino.
Fabio.
S’infrange l’onda del mio nome contro lo specchio.
Mi chiamo Fabio.
E’ la domenica che segue il sabato più surreale della mia vita, di una vita forse.
E’ il sabato della morte del Papa.
Il Papa è morto di sabato.
Un Papa è morto di sabato.
Un Papa è morto il sabato.
Un Papa è morto un sabato.
Di determinato o indeterminato.
E anche in questa domenica mi chiamo.
Tutto si confonde e non sono più di fronte allo specchio.
C’è lo scisma della politica.
LA religione ruba il sabato allo stato laico, lo stato laico ruba il giorno della religione alla chiesa.
Si vota in una giornata di elezioni al cielo e non.
Si riconfonde tutto, ma la politica sa prendersi le sue distanze da quello che al momento non le serve.

Cammino, fiancheggiando gli spazi delle affissioni comunali.
Un invasione di rassicurante, stupida e falsa retorica li assale per poi assalire me.
Politici resistenti o testardi, visti e rivisti su riviste e da rivista e anche da rivedere.
Un ex di qualche partito da qualche parte in qualche ex giunta è giunto fino a qui giunto ad un vecchio in una foto rassicurante.
Era il papa dei giovani, di contrappunto la politica si da al vecchio.
Preferisco abbassare la testa e non gettare sguardi, sarebbero sguardi veramente sprecati se non gettati.

Mi immergo nella mia ombra domenicale.
Si chiama ombra.

Il sole alle spalle.
Il collettone della mia camicia bianca sfugge dalla maglia rossa, nessuno nota l’omaggio.
Bianco e rosso, Bialy i czerwony.
Nell’ombra quel colletto spunta le sue punte fuori dalle mie spalle.
Sembrano protuberanze.
Sono due ali della mia ombra che vorrebbe essere altrove a chiamarsi altrove.
Conosco troppo bene l’ombra che è diventata questo paese.
La mia ombra vuole fuggire schede, nomi, firme, burocrazia, chiamata alle armi, a difendere l’ombra del paese.
Un ombra che vuole seppellire un Papa e la mia beatitudine.

2 comments:

Anonymous said...

interessante, molto personale

Anonymous said...

fortuna che anche i papa sono come noi: morto uno se ne fà un altro.

almeno in questo dio è veramente giusto, mussulmani e cristiani, preti e blasfemi davanti alla morte diventiamo finalmente uguali per sempre.