Friday, March 28, 2008

Intervista con David Rees, ironico autore del libro " E vai con la guerra!"


Stampata in Italia per le edizioni Isbn la raccolta di strisce del sorprendente David Rees.
“E vai con la guerra” una satirica striscia a fumetti utilizzata sfruttando le Clip Art raffiguranti gente comune e impiegati medi, più qualche sorpresa tipo il robot “ Voltron”composto interamente da leoni meccanici, e stranamente invece di venir “sbranato dalla critica Usa” ne trova gli elogi, a detta di esperti del settore le clip art ben si combaciano con le tematiche della serie.
Una serie a dire il vero che ha il suo punto di forza nell’ironia e nell’arguzia, caratteristiche proprie a David Rees che ben si evidenziano in questa intervista. Rees ha scritto questo libro pensando alle stupidità della guerra, alla sua mancanza di senso e ai grandi proclami che spesso accompagnano la morte della civiltà, della libertà, della democrazia o di un pur singolo individuo caduto per sorreggere i grandi valori occidentali.

Fabio Izzo: “E vai con la guerra” è il titolo del tuo libro in italiano, ti piace come suona?

David Rees : Si, mi piace e devo dirti che suona meglio in italiano anche se non ho assolutamente idea di cosa significhi

F.I.: Allora David, benvenuto a bordo sul barcone Italia. Navigando sul tuo sito è possibile notare un tuo interesse per la politica italiana, cosa sai di questo argomento? Qual è la tua opinione sui nostri principali candidati: Berlusconi e Veltroni-Voltroni eh eh (per il gioco di parole riguardante l’apparizione di un personaggio con il nome di Voltron nelle sue strisce)

D.R.: IO AMO BERLUSCONI! Che persona magnifica, un vero intellettuale. Amo la sua faccia; la sua pelle, i suoi nuovi capelli, i suoi nuovi occhi…Spero che un giorno venga in America per partecipare alla corsa per la Casa Bianca! Amiamo gli uomini d’affari qua. E rispettiamo i leader con un forte ego. Berlusconi, Putin, Sarkozy e Bush sono tutti fatti dello stesso stampo: eroi.

F.I.: La prima striscia della tua serie esordisce con uno slang (in da house), nel tuo lavoro, il linguaggio e l’uso della semantica sono molti importanti perché trattandosi di satira politica sei consapevole della manipolazione del linguaggio effettuata dai politici. Secondo te .siamo arrivati al punto di aver ingaggiato una vera e propria guerra del linguaggio?

D.R.: Si, considerando che il linguaggio è l’arma più importante in guerra; oltre alle bombe, ai fucili, agli aeroplani, ai carri armati, alle granate e ai soldati. Ho cominciato “ E Vai con la guerra” in seguito all’esigenza di rispondere all’idea di “ Guerra al terrore” che secondo me è una cosa stupida. Le frasi, le dichiarazioni, sono così vaghe e servono a descrivere il nostro enorme dovere. TUTTO può essere giustificato riferendosi alla nostra “grande “ missione”: guardate l’Iraq, guardate la Russia con la Cecenia o la Cina etc… Così per questo motivo gioco formalmente con il linguaggio nelle mie strisce.

F.I.: Uno dei personaggi minori della tua serie, vuole diventare un poeta pensando di migliorare il mondo, pensi che i poeti in qualche modo possano cambiare il mondo?

D.R.: Hmm, sono scettico al riguardo, forse può capitare una volta per generazione. Ma i poeti possono cambiare la percezione del mondo che ha la gente e quindi la gente potrebbe cambiare il mondo.

F.I.: E riguardo al tuo scetticismo, sempre stando attenti alla potenza delle parole, invece di cambiare, potremmo dire che la redenzione del mondo può passare attraverso un poeta?

D.R.: SI, forse il mondo/linguaggio può cambiare, così la Guerra descritta da un poeta è molto differente dalla stessa guerra descritta da un politico, ma non vediamo mai poeti alle nostre televisioni mentre vediamo un sacco di idioti nelle varie trasmissioni

F.I: Lex Luthor, Flash Gordon, Voltron, nel tuo lavoro, non proprio un fumetto classico, troviamo un sacco di citazioni del mondo dei fumetti, sei un appassionato lettore?

D.R.: Quando ero più giovane si, In questi giorni non ne leggo molti. Passo gran parte del mio tempo a leggere blog, ed è una terribile dipendenza che devo terminare!

F.I: Chi ha influenzato maggiormente il tuo lavoro?

D.R.: Kool Keith (rapper), Ludwig Wittgenstein, Richard Rorty, Wu-Tang Clan, talkingpointsmemo.com e i miei amici.

F.I:: Per non spegnere il ritmo dell’intervista un po’ di botta e risposta ora:Hillary or Obama?

D.R.: Obama.

F.I.: Patatine fritte o patatine della libertà?

D.R.: Patatine della libertà ( libere dai grassi, giusto?)

F.I. Coca o Pepsi?

D.R.: Guinness.

F.I.: Beatles or Rolling Stones?

D.R.: Burning Witch.

F.I.:Ora hai carta bianca per lanciare un messaggio ai nostril lettori.

D.R.: Salve! Venite in America a spendere i vostri Euro! Il Dollaro è debole e abbiamo bisogno dl vostro aiuto! Venite pure domani, è un bel posto qui! Potrete visitare la Statua della libertà, prima che sia venduta alla Cina per pagare i nostri debiti.

F.I.: Dovremo aspettare molto per leggere alter tue opera? .

D.R.: Bella domanda, vorrei proprio pubblicare in italiano il mio “My New Fighting Technique is Unstoppable”.

Per approfondire

http://www.isbnedizioni.it/

http://www.mnftiu.cc/mnftiu.cc/home.html

Friday, March 21, 2008

QUI
su anobii
ho creato il mi gruppo riguardante la letteratura polacca
se seite interessati a partecipare contattatemi senza problemi

Thursday, March 13, 2008

Divorare gli dei. Un'interpretazione della tragedia greca

Divorare gli dei. Un'interpretazione della tragedia greca di Jan Kott

Famoso per lo più, per il suo Shakespeare nostro contemporaneo, Jan Kott merita di essere letto e riletto, sopratutto in questa sua raccolta di saggi sul teatro, dove lo studioso polacco scompone la mediazione tra sacro e teatrale ina una personalissima mediazione frutto di anni di lavoro e di osservazione sull'immediato e sul sociale. In questo volume si sviluppa un analisi intelligente, non solo teatrale ma anche antopologica del teatro e della società greca, per chiudere poi il circolo di Prometeo ne i Giorni felici di Beckett. Se la società greca è stata sopraffatta da una corsa sguinzagliata della storia, il suo influsso è enorme e attuale, in campi impensabili quale il detersivo Ajax ( vi siete mai chiesto perchè si chiama così? Eredita del mito di Aiace)
Splendido il capitolo sul mito del semidio Ercole, scomposto nelle sue due realtà coincidenti e contrastanti umano e divino.Si può credere solo in dei che non si vedono e si può concepire solo quello che è assurdo. Da ripescare o da scoprire, un volume che non deve assolutamente mancare