Tuesday, February 26, 2008

Recensione di Tamperelainen

Ebbene sì. Scrivere poesie ( senza interrogativo) il che fa bene quando “il viaggio in Finlandia”-lo dice proprio Izzo premettendo poche parole ai suoi versi, ha il sapore di una ancestrale esperienza. Coloured Strawberries forse è l’unico componimento di tipo politico, ispirato a quel tipo di socialismo che ancora si avverte in certe istituzioni operaie, che traspira nelle ultime eredità dei quartieri operai, diventati luoghi di raccolta nella memoria con tanto di museo istituito per preservare la dignità di quelle genti.
Ma come scrive Izzo?
Alla Montale. Alla Ungaretti de L’Isola. Anche lui fedele discepolo dell’ermetismo.
Senza le sue premesse ke sue Fragole ( versi liberi e sciolti, racchiusi in un frammento) sarebbero di ben difficile decifrazione:

Ho colorato le mie fragole/dei colori dei rossi/la luce fu poi persa/ con la caduta del grano/ la tristezza fu portata/ dal Martello in dono.

Sono le messi a richiamare la Falce che si combina con l’elemento dell’ultimo verso e diviene simbolo.

Ma altrove- aggiungiamo- si sente la deriva di Leopardi. I canti notturni dei pastori dell’Asia e dei Sabati del villaggio sembrano diffondersi anche nel secolo XXI

Povero ragazzo/ che credevi in qualcosa/ quante volte nasce il sole?/ solo per poi morire?/ l’ipocrisia è nel ciclo/ o in una stanza preda?/povero ragazzo/ nulla ti è sicuro/ solo di gioventù guarderai il sole.

Il “valore” viene dalla volontà di disattendere le attese del lettore: il ciclo è una versione “corrosa” della parola cielo, con una “e” che sembra soggetta a metamorfosi, che letteralmente “perde i pezzi”. Di confonderlo con repentini slittamenti ( sole/solo). E’ il valore dell’ambiguità, della luce solerte. Altrove riconosci le filastrocche alla Palazzeschi, come quella che segue:

ritmo perso/ brano interrotto/ storia non è/ musica non sarà/ nastro riavvolto

che conferma la propensione decadente “ verso misure brevissime”.
Non potevano mancare le rime meta-letterarie: e allora ci possono essere anche incipt davvero sorprendenti, che rivelano potenzialità vere. Raccomandava Mario Luzi. Su questa celebre traccia Izzo si innesta così:

La prima parola da dire/è figlia dell’attesa/ orfana del silenzio/ è già pronta/ lì,arcuata e tesa/ flebile e scattante/parola da niente

Quanto basta per riconoscere un vero talento.

Estrapolazione dell'articolo di Giulio Sardi comparso sul settimanale L'Ancora- 24 febbraio 2008

Il libro è disponibile nella sua edizione italiana nello storefront di www.lulu.co

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