Sunday, February 25, 2007

black book

La resistenza olandese, la resistenza umana di un’ebrea.

Dove si può arrivare, o dove si poteva arrivare in tempi brutali e folli?

Verhoen apre il suo libro nero sulle tragedie e sugli orrori della Seconda Guerra Mondiale in Olanda e ci mostra eroi piccoli e dimenticati, vittime oltraggiate e schiacciata dai grandi ingranaggi dei complotti di sempre.

La resistenza umana di una ragazza ebrea è quello che porta avanti il film e dunque il mondo.

Rimasta senza famiglia, senza legami si dedica ad una causa eroica (la resistenza olandese) con una motivazione semplice (la sopravvivenza), il tutto unito da una vena di eroismo e dal sapore amore di chi ha già perso tutto.

Si è visto di tutto da Pasolini, a Visconto, a Brass, e si potrebbe dire già visto di questo spaccato folle e assurdo, ma Verhoen usa la sua mano e la immerge in Eros e Thanatos in maniera personale, e anche se molto sembra già visto, il pensiero non ha un attimo di tregua, non galleggia in spazi morti ma resta ancorato lì a quel mondo che va avanti

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