Sunday, February 25, 2007

La strada di Levi

La strada di Levi

L’idea è forte è buona...ripercorre il viaggio de La Tregua di Primo Levi, nell’Europa, nel mondo di oggi....

Dalla Polonia all’Italia, andando a Est....

Com’era allora nelle parole di Levi e come è oggi nelle immagine di Ferrario...

Auscwitz e poi Cracovia, Nowa Huta e Wajda che parla...qui il primo incidente di percorso, Wajda non c’entra nulla né tanto meno il suo Uomo di Marmo, ma sentirlo parlare è sempre un piacere, così il viaggio in Polonia diventa una galleria di immagini sugli enormi casermoni dimessi di una società industriale che non è mai stata competitiva....

Il passaggio è in Ucraina, quell’Ucraine che piange uno dei suoi cantori nazionali, ucciso perché cantante ucraino, poi la Bielorussia e il suo essere ancorata all’epoca dei Soviet, e la Peste, quella che era peste una volta ora è l’area di Chernobyl, la repubblica formale di Macedonia, spopolata dei suoi adulti immigrati altrove, l’Ungheria dei ricchi italiani che si scontrava con quella dei poveri, Ungheria ancora in conflitto...

Idea forse ispirata a Danubio di Claudio Magris (sempre qui è disponibile la recensione)....comunque ben realizzata, ricca di immagine, di spunti, di moti del cuore e di parole sagge unite da musiche andate e andanti.

black book

La resistenza olandese, la resistenza umana di un’ebrea.

Dove si può arrivare, o dove si poteva arrivare in tempi brutali e folli?

Verhoen apre il suo libro nero sulle tragedie e sugli orrori della Seconda Guerra Mondiale in Olanda e ci mostra eroi piccoli e dimenticati, vittime oltraggiate e schiacciata dai grandi ingranaggi dei complotti di sempre.

La resistenza umana di una ragazza ebrea è quello che porta avanti il film e dunque il mondo.

Rimasta senza famiglia, senza legami si dedica ad una causa eroica (la resistenza olandese) con una motivazione semplice (la sopravvivenza), il tutto unito da una vena di eroismo e dal sapore amore di chi ha già perso tutto.

Si è visto di tutto da Pasolini, a Visconto, a Brass, e si potrebbe dire già visto di questo spaccato folle e assurdo, ma Verhoen usa la sua mano e la immerge in Eros e Thanatos in maniera personale, e anche se molto sembra già visto, il pensiero non ha un attimo di tregua, non galleggia in spazi morti ma resta ancorato lì a quel mondo che va avanti

il nazista e il barbiere-hilsenrath

Edgar Hilsenrath

Il nazista e il barbiere

Edizioni Marcos y Marcos

Titolo originale Der nazi e der friseur

La Storia è quella nota e risaputa, ma a volte la Storia è piena di mille piccole altre storie.

Hilsenrath accompagna la Storia, o parte di essa, con mille altre storie.

Schulz e Filkenstein, cognomi che una volta incontravi assieme in Germania...

Schulz tedesco e Filkenstein ebreo, qui la Storia la sapete e immaginate dunque cosa succede...

Ma il mondo andò avanti e Schulz prese il posto di Filkenstein e forse anche il suo sogno.

Lui, lo sterminatore delle SS, per sopravvivere prende l’identità dell’amico da lui stesso ucciso e sogna finita la guerra di aprire un negozio di barbiere: l’uomo di Mondo! Negozio che deve essere d’angolo e all’angolo giusto!

Dal mercato nero, allo sbarco in Terra Santa, alle guerre con gli Arabi fino al trapianto di cuore, accade di tutto in 400 pagine consegnate ufficialmente alla Letteratura.

Mai banale, mai prevedibile, toccante per tematica e parole, ricco di descrizioni immaginifiche del mondo, dalla foresta polacca al bosco dei sei milioni, tutto è toccato con maestria e grazia.

L’inizio e scioccante, abusi sessuali e società malate, per poi passare al discorso di Hitler e la sua salita al Monte degli Ulivi.....c’è molto, moltissimo in questo libro, si potrebbe dire di tutto ma è un libro che va letto e conservato, dea prestare e da farsi ridare per rileggere un’altra storia e poi un’altra storia ancora, non è una mille e una notte attenzione, è il racconto di una lunga notte, dell’oscurità di un’anima che arriva all’alba...

Eugene Ionesco che inenarrabile casino

Eugene Ionesco

Che inenarrabile casino!

Edizioni il melangolo

Non si può recensire un libro che libro non è, o meglio lo è ma non è nato per esserlo, è la sceneggiatura di un’opera teatrale, forse poco nota, no, non è la Danzatrice calva...ma dentro vi sono alcune risposte a molte domande....

Come sopravvivere ad una eredità inaspettata?

Come comunicare in una realtà incomunicabile?

E cosa resta dopo la rivoluzione?

Ionescu ha le sue risposte, tutte sensate e allo stesso tempo insensate.

Simboli che non parlano e parole che diventano simboli.

E’ un opera questa che va a braccetto e ricorda Tango di Mrozek...la fine degli anni 60, un moment storico, un momento ricco di fantasia che ancora oggi alimenta la nostra.

Non so su quale palcoscenico siano ora le avventure del Personaggio[1] o quelle di Artur[2] ma so chge sono vive là fuori e facciamone tesoro.



[1] Nell’opera i Ionescu il Personaggio principale rimane senza nome

[2] Nome del protagonista di Tango di Mrozek

Sunday, February 11, 2007

pesca alla trota in america

Pesca alla trota in America

Richard Brautigan

Edizioni MArcos y Marcos

Pesca alla trota si è spostata per un poco in Italia, sulle rive del Po. Nulla di nuovo, ai suoi tempi lo fece anche Mark Twain e non vide differenza alcuna tra Torino e il resto d’Italia.

Pesca alla trota nel Po si potrebbe chiamare per un po’.

Questa anima collettiva che ha mosso molti cuori individuali, anima che mio padre non conosce perché lui ha sempre e solamente creduto nell’apostolato originario, mentre suo figlio che perde tempo anche con un apostolato più originale,nella consuetudine degli atti, deviato nei nomi beati di Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, Di Prima, Brautigan, mentre questo figlio dice che getta l’esca in acque sicuramente più inquinate.

L’esca è il CV attaccato all’amo cos’ come il Cv è attaccato all’amore.

Amore per i libri, passione per i personaggi minori[1] e i sentieri non intrapresi da tutti[2].

Ma l’amore no[3]...era una canzone interpretata anni fa e riprodotta ora senz’anima nei vostri lettori mp3.

Pesca alla trota nel Po ma l’amore no...

Oggi serve essere professionali, competenze professionali,

e a proposito di Amore no...cade per l’appunto Baci rubati di Truffaut...quando il protagonista ha questo problema...deve uscire una sera con una ragazza più alta di lui e risolve il tutto semplicemente assumendo un atteggiamento professionale.

Così, nello stesso modo, in riva al Po si risolvono i problemi.

Assumendo atteggiamenti professionali.

Peccato che io pescatore di trote dai calzini nuovi e senza maionese non conosco le trote del Po, ne tantomeno quelle del Tanaro, io getto l’amo e inondo d’amore il Bormida[4], dove nel suo greto il CV

professionale è la svendita dei ricordi di una vita....

Che poi mi sovviene che esiste e che resiste una bellissima poesia di una pescatrice alla trota chiamata Wislala[5] dove vengono descritti i CV senza amore[6].

Ma questa pescatrice ha troppe p, il che non le permette di essere considerata come dovrebbe

P come poetessa

P come polacca

P come pescatrice alla trota

Troppe p piene d’amore per una contemporaneità professionale

P come professionale

L’unica P che viene accettata.

E invece le mie p sono accentate nel mio CV pieno d’amore per le cose fatte e quelle che farò.

Per ora Pesco alla trota e voi leggetevi questo libro



[1] Titolo di un libro di...

[2] Vedi Robert Frost

[3] Canzone di

[4] Tanaro e Bormida, fiumi minori piemontesi

[5] Wislasa Szymborska premio nobel

[6] La poesia è

il 68 senza lenin

Il 68 senza Lenin

Autori vari

Edizioni e/o

Prezioso. Nei testi e nei documenti.

Fonte storica, sorgente vitale per il lento fiume, che va spegnendosi, dell’Utopia, qualcosa che sembra non poter nemmeno più scorrere nelle speranze assuefatte all’ immagine dei “giovini”[1] d’oggi.

Già , la società dell’immaginazione si è evoluta nella società dell’immagine.

“Fantasia al potere” era

“Spettacolo al potere” ora

Questa raccolta di tesi, dei documenti che furono emanati allora in seguito alle varie esperienze, da Berkley a Torino...tutto ciò brucia ancora e ora sta solamente a voi lasciare che il tutto non si spenga

Vedi anche il mondo salvato dai ragazzi di Elsa Morante


[1] Vedi il film con Jeo Pesci, Mira Sorvino e Ralph Macchio “Mio cugino Vincenzo”

Saturday, February 03, 2007

Nero Marsiglia- rènè Frègnì- meridiano zero

poche città al mondo hanno la fortuna letteraria di Marsiglia. Riconoscibilissima nelle sue vie la scorre la toponomastica della letteratura, quella non di genere ma trasversale, iconografica ed esemplare si staglai sul mediterraneo. Nero Marsiglia si apre con una dedica a Jean Claude Izzo: abbattuto da due stecche di sigarette in pieno petto. E il romanzo effettivamente sembra un'opera mancvata di Izzo, riconducibile è questa Marsilia alla Marsiglia della trilogia di Fabio Montale. Un sentito omaggio, un modello, una forma di paragone forse forzata con chi ha inventato il noir mediterraneo. La storia è semplice quanto veloce è brutale, rapiscono la figlia di un postino che si me mette in moto per sopperire alle lacunose operazioni di polizia atte al ritrovamento della bambina. In suo aiuto accorre un vecchio amico d'infanzia, un uomo della Marsiglia di mondo quella che vede scorrerere nelle sue vene criminalità e codice morale. Mentre la Marsiglia dei buoni , dei normali piange ipocritamente attraverso i media il rapimenti, quella non ufficiale simuove e manvora verso il proprio destino. Al dilà del bene e del male

Friday, February 02, 2007

Lettera alla destra, alla sinistra e a noi

Lettera alla destra, alla sinistra e a noi

Cara nazione da reality che non sei altro...

Governata da autori televisivi in stile Campioni...che riciclano storie già viste e vissute offrendole in pasto a menti che una volta erano come le menti de L’Urlo di Ginsberg e invece ora sono nulle...appiattite e privata della memoria a breve e lungo termine...

Scandali tv come quelli del grande fratello, propaganda pseudo politica atta a promuovere il garantismo in un’azienda che per un motivo o per l’altro ha dovuto fare del garantismo, per via del suo presidente- politico, un cavallo di battaglia...

L’avevo predetto giorni addietro, appena uscito lo scandalo del Gf, l’avevo detto a chi è nell’ambiente del giornalismo, ma l’Italia è un paese che si fida solo di chi indossa certi abiti, un paese basato sul nulla quindi....l’avevo detto che quel concorrente sarebbe rimasto e avrebbero battagliato poi sul garantismo e non mi sembra per niente strano, basta conoscere chi fa le cose...

La lettera della moglie di un politico ad un giornale di orientamento opposto?

Lettera dove tra l’altro si pretendono le scuse del marito per un comportamento troppo sbarazzino?

Ma manco in Sud America! Altro che la repubblica delle banane che ci aveva coniato l’Avvocato.

Questa signora parte ora ma stranamente solo ora, quando deve uscire una legge che tocca le televisioni...

Esce solamente ora quando il suo lui promette di mandare in piazza 5 milioni di persone per il nulla televisivo...

Un paese che manda 5 milioni di persone in piazza per le televisioni? Ma guardiamoci una volta per tutte in faccia e sputiamoci negli occhi...

Un paese che non ricorda il caso Clinton, un’operetta già vista e vissuta, quando il buon padre di famiglia ritrova il consenso della nazione portando le sue scuse alla moglie tradita...

Ma la moglie perché non è uscita fuori quando suo marito ha fatto certe dichiarazioni sul presidente finlandese( era la lotta Helsinki Parma), anch’e lì fu molto esplicito(disse che usò tutte le suo doti di playboy), ma forse perché era al potere, il ruolo di don giovanni pesava di meno sull’unità familiare?

E non è un pezzo contro una persona questo, è un pezzo contro un sistema politica in putrefazione che continua a generare organismi dannosi per la nazione.

Un governo con una maggioranza minima in senato che deve votare sulla base americana a Vicenza può lasciare a casa 5 senatori? A prescindere dalle idee, guardatevi voi negli occhi e promuovete il vostro menefreghismo...

Per non parlare di tutte queste liberalizzazione, che a me, nessuno ancora è venuto a dirmi la verità.

Perché un governo di sinistra non è liberale...e se non vi sembra strano beh allora andate coi 5 milioni in piazza tanto per voi tutto è uguale...

Liberalizzare così il mercato autonomo e diretto del lavoro, vuole semplicemente dire che lavoro non ce n’è, aggiustatevi, apriteli i vostri negozi e fate quello che volete tanto poi le tasse io Stato liberale e autoritario di sinistra,le riscuoto da voi e se non state in piedi non è affar mio preoccuparmi perchè l’assistenzialismo è qualcosa che non riguarda la liberalizzazione ma dovrebbe interessare le sfere di quella che una volta era chiamata sinistra o no?

A parte il danno a chi aveva le licenze, poveri fessi a fare qualcosa di onesto e legale in Italia, avendolo per l’appunto pagato ad uno stato che nel suo insieme è quello che vi ho presentato grazie alle loro azioni..

Uno stato con una politica da reality

Piccolo catechismo ad uso delle classi inferiori- August Strindberg

Piccolo catechismo ad uso delle classi inferiori- August Strindberg

Il testo composto in Svizzera nel 1886 vede, postuma, la sua prima pubblicazione nel 1913.

Se voi siete tra i lettori che considerano importante il numero di pagine e che per voi un buon libro deve essere voluminoso, beh questo libro allora non fa per voi perché è composto solo da una cinquantina di pagine.

Il testo si articola in tre sezioni:

1 la società

2 le menzogne della classe superiore

3 come si esprime la classe superiore per ingannare la classe inferiore.

La sezione due si articola in:

la religione, la politica, le leggi, la scienza e le belle arti e la morale.

Di carne al fuoco, vi assicuro che ne è stata messa tanta.

A partire dal titolo, Strindberg non si risparmia in questo suo personalissimo botta e risposta.

Si è posto le domande e ha dato le risposte più dirette e provocatorie che si potessero ottenere.

Partendo dal paradigma di big fish, cioè che due pappagalli che si incontrano nella foresta non parlano mai di religione perché non si sa mai chi si può offendere, vi cito le frasi concernenti alla storia-

Che cosa è la storia?

Il racconto del passato, nella misura in cui la classe superiore viene presentata in modo vantaggioso.

E se viene presentata in modo non vantaggioso?

Allora si chiama scandalo

Che cos’è uno scandalo?

Tutto ciò che si oppone alla classe superiore

Già, scritto nel 1886 in Svizzera e non trova posto nelle librerie italiane nel 2007...che sia questo uno scandalo?

Nda Il testo da me visionato è del 1994, edizioni la spiga