Saturday, January 06, 2007

recensione libro:Vladimir Dimitrijevic- La vita è un pallone rotondo- Adelphi editore

Dimitrijevic, fondatore della casa editrice L’Age d’Homme, ha scritto un emozionante libro sul calcio, ma non solo. Il calcio come pretesto, come cornice per raccontare la storia di una vita la sua, una vita che corre e rimabalza come un pallone di cuio, come un romantico Hansa Scrum; e il calcio inteso come momento di comunione laica. Nato a Belgrado (dove il calcio è passione) ha visto tutte il secolo scorso dal punto di vista slavo: la Seconda Guerra Mondiale cominciata con il bombardamento della sua città, la persecuzione da parte del regime, l’emigrazione clandestina in un occidente che al contrario di quanto annunciava Radio Free Europe non lo stava mica aspettando,anzi era pronto a spedirlo come un pacco in Australia o in Canada. Da qui la vita clandestina, senza documenti, il lavoro nero in una fabbrica di orologi ( e dove se no in Svizzera?), il corso di letteratura russa all’Università (dove quelle firme permettevano la sua permanenza nel paese elvetico), e infine l’ingaggio presso la squadra locale e i tanto agognati documenti per diventare regolare, poi il lavoro come commesso in una libreria e il diventare editore. Una vita letteraria quella di Dimitrijevic, che tutti vorremmo avere vissuto ma che nessuno vorrebbe vivere. Una vita accompagnata dal grande amore per la letteratura e dalla grande passione per il calcio. Ricordi di persone, vissute ma che restano ancora vive attraverso queste pagine. Pagine ricche, esplodenti, piene di virtuosismi slavi, sia in senso calcistico che in senso letterario, colloquiando tra amici di Witkiewicz e di Don Diego, del calcio olandese e di Don Chisciotte. Non leggere questo libro sarebbe, parafrasando l’autore, come sostituire il cuore con il tracciato dell’elettrocardiogramma

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