Saturday, January 20, 2007

Jiri Orten- eta eta gli uccelli gialli

Jiri Orten (Hutna Hora 1919 - Praga 1941)

Questo frammento letterario di cui si parla in questo breve post è presumibilmente databile Dicembre 38.
ancora letteratura ceca, dopo Hrabal, il diluvio (e non uso queso termine a caso) : Orten.
Poeta scomparso tragicamente all'età di ventidue anni, morto sotte le ruote di un'ambulanza tedesca (scherzo ironico di un destino tragico, in quanto il poeta era già destinato ad un lager)
Dopo la sua morte sono stati ritrovati tre fitti quaderni (Libro azzurro, 1938-39; libro zigrinato, 1939-40; Libro rosso, 1940-41), in cui Orten annotava versi, note d'arte, osservazioni psicologiche, lettere, commenti agli avvenimenti.
Orten apre, spalanca subito la sua e la nostra nudità, tema ricorrente nel suo percorso artistico, aprendo ogni possibilità di dubbio: "In fin dei conti la casa è di vetro", scrive.
Il luogo più intimo per eccellenza diventa di vetro, non cè nulla con cui difendersi, tutto è trasparente, non solamente più il re è nudo, ma tutti.
Trascorre una giornata, un giorno solamente tra riflessioni e vette liriche, tra una vita che è sempre sul punto di fuggire ma che non fugge mai.
L'attesa in questa casa trasparente dove si ricorda e si cerca l'acqua, altro elemento trasparente e quindi sincero.
Non c'è sussulto quando non succede nulla e quando arriva a cadere il crepuscolo in un bombardamento di parole, allora lì ci siamo già affidati per la veglia al comodino, che protegge la nostra integrità e non solo i nostri sogni.
Orten in poche intense e bellissime pagine tocca tutti gli aspetti della vita di un uomo . usa la voce dell'anima, qualcosa di lieve e di pesante come solo la parola sa essere.
E dunque non c'è bisogno di aggiungere altro

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