Monday, January 01, 2007

Danubio di Claudio Magris

l colpevole è Claudio Magris. Il colpevole si comporta come germanista e critico. Il colpevole è nato a Trieste nel 1939. Da colpevole si è successivamente laureato all’ Università di Torino ed è ora colpevolmente membro del corpo (senza testa) docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Università di Trieste. Verso la metà degli anni ’80 compie in maniera colpevole un pellegrinaggio,un pellegrinaggio travestito colpevolmente da viaggio lungo il letto del Danubio.
Un viaggio dove ogni città si è prestata ad essere tessera vivace di quel mosaico che è la storia dell’ Europa centrale.
Un viaggio dove il protagonista assoluto è l'incolpevole Danubio con il suo scorrere nello spazio e nel tempo.
Il fiume battezza l' opera. E l’opera si camuffa in letteratura.
La letteratura in questo libro accompagna il corso doloroso della Storia che incontra la geografia e la politica: Germania, Austria ,Slovacchia (all’epoca del viaggio del Magris ancora unita con la trendy repubblica Ceca ), Ungheria, Serbia, Bulgaria e infine Romania dove sfocia nel Mar Nero .
Dalla Fonte Brigach a Sulina il filo del Danubio infila città come perle, unendole e rendendole tutte uniche e preziose agli occhi rei del lettore.
L’ inizio è un paradosso germanico: dove nasce il Danubio? Può questi nascere da una grondaia? La Risposta, caro lettore, Magris l'ha celata nel libro.
Nella letteratura come ne "La Canzone dei Nibelunghi" il Danubio la fa da protagonista nel duello con il Reno, dove i due fiumi, simbolicamente, si fronteggiano e si sfidano.
Il Reno impersona Sigfrido e il suo eroismo cavalleresco unito all’ amore per il fato che solo la cupa anima tedesca conserva, mentre il Danubio segna il regno di Attila, la Pannonia, la marea orientale che travolge il valore germanico; quando i burgundi attraverseranno il Danubio per recarsi all’ infida corte unna dove il loro destino sarà un destino tragicamente tedesco, un destino segnato. s il Danubio lì, proprio lì, scorrerà veloce.
Ruolo di testimone nel tempo,un testimone che scandisce lentamente con il suo scorrere lento all’ingresso in Austria quei 186, cento-ottanta-sei lenti scalini di Mathausen . Per poi mostrare come l’Austria, ormai riposata, sembri felice di essere uscita dalla storia, dalla sua storia per entrare in letargo fluviale a suon di valzer.
Splash, un sasso nel Danubio austriaco :"L’Assedio di Vienna".Era il 1683 quando Vienna venne posta sotto assedio dai turchi. La statua di Sobieski, il re polacco che contribuì in maniera determinante alla capitolazione turca in piazza Carlo e la testa del visir musulmano Karà Mustafà, conservata presso il museo storico di Vienna, sono lì a testimoniare uno scontro tra oriente e occidente svoltosi sulle rive del Danubio
Splash, l’acqua che si muove in Slovacchia: Bratislava coi suoi musei di orologi e coi suoi cimiteri giacenti ai lati delle strade, quella Bratislava conciliatasi più facilmente con la restaurazione sovietica del ’68, rispetto ai penalizzati cugini cechi della Primavera di Praga.
E le onde ungheresi: marea orientale ed asiatica che travolge. Le sue acque blu, tristemente magiare ci portano a Budapest, vera signora del Danubio, messa in scena di signorilità e imponenza di chi nella storia è stato troppo spesso protagonista. Quella Budapest unita a Vienna nel destino, quella Budapest austro - ungarica con un animo a metà tra l’ asiatico e l’ europeo capace di uscire dal patto di Varsavia che porta al 1956 quando la repressione di una rivoluzione si affacciò lungo il Danubio.
Si proiettano poi sull’Ungheria le ombre derivanti dalla cortina di ferro (il viaggio dell’ autore si svolge prima del 1989, anno della caduta del muro di Berlino).
La cortina di ferro divideva in due l’Europa , contrapponendo a ovest il sistema capitalistico e a est l’ Unione Sovietica e l’economia socialista.
L’Ungheria era un paese satellite dell’ Unione Sovietica. Tutto questo fino alla sopra citata Caduta del Muro
Tornando allo scorrere del fiume protagonista si tocca poi l’Atene Serba, culla culturale e politica; Novi Sad, dove le lingue serbo, ungherese , slovacco , romeno e ruteno seguendo le acque matriarcali del fiume si riuniscono sotto la supremazia serba e della sua ala militaristica .
Milosevic e il disfacimento dell’ex Jugoslavia sono cose a noi fin troppo note e Claudio Magris sembra solo poter intuire le tragedie future.
Il progenitore fluviale accompagna dunque l’ incerta geografia bulgara. Approssimative erano le cartine geografiche della Bulgaria di due secoli fa. E poi secondo Kitanka ,chiunque viva in Bulgaria è bulgaro e non esiste il problema mussulmano.
Bucarest: ultima capitale toccata dal Danubio e dalla Storia.
Ceacescu era il padrone assoluto ma poi il Danubio se lo è portato via.
Viaggio ed avventura interiore, raccolta di tipo enciclopedico e digressione immaginifica. Raccolta di luoghi, libri e storie di vita capaci di valicare il limite della Storia ma bonariamente intrappolati nella barriera danubiana.
Una nuova odissea senza barriere se non quelle delle acque blu perché il Danubio è più di un fiume, è un legame che in epoche differenti ha dato l’idea di una federazione danubiana o che semplicemente ha tenuto unito l’area mitteleuropea e non solo, un legame nella letteratura, nelle anime e nei pensieri di chi lo ha visto.

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