Tuesday, January 23, 2007

Cosa succede ora in Polonia?

Cosa succede ora in Polonia? Rispondendo a quell’articolo di Bettiza, scritto più che altro per dimostrare di aver letto Borges che di capire la Polonia. La decadenza di Varsavia, la si chiama così. Sbagliato, sbagliatissimo.
E’ semplicemente l’occidentalizzazione di Varsavia. Finalmente la capitale polacca si comporta come l’occidente. Ma dalla sua ha una storia tutta particolare. Rabbrividisce l’occidente vedendo al potere 2 gemelli[1] tacciati di estremismo e conflittuali negli interessi. Li sulla Vistola hanno dovuto mettere2 persone, per di più 2 gemelli (molto più letterale e teatrale), da noi è bastato invece, poco tempo fa, un imbonitore (molto più televisivo) a fare ciò.

E poi Bettiza sbaglia la grafia di quelli che per lui sono solo nomi. Passi per Walesa che ha una lettera e un carattere tutto polacco, difficilmente trasportabile altrove, ma Mitchnik[2] no. Un giornalista non può non ricondurlo giustamente alla sua dimensione. Seppellire Kuron in 2 righe senza nemmeno la giusta tonalità: no! Sono stufo! Ripeto stufo. Un articolo su un argomento del genere, in itlaia, l’avrebbe potuto e dovuto scrivere solamente Pietro Marchesani, l’unica autorità riconosciuta dal Mondo di Ulro[3] polacco.
Già, parlare di Polonia, citando un libro edito da poco. Facile, troppo facile. Evita faticose ricerche pertinenti e dimostra che si legge, che si legge altro ma che si legge.
Non si può parlare di quel che succede ora in Polonia non guardando a Milosz.
Il catastrofismo, la detenzione di una conoscenza che va perdendosi. La separazione ormai terrena del mondo di Ulro dall’Occidente avanzante.
Questo è quello che accade ora in Polonia.
Da noi, in Italia, è successo prima.
Vanno sparendo, ci lasciano le grandi figure ( e lunga vita allora alla Szymborska[4], a Mrozek e a Rozewicz). Abbandonati da Gombrowicz,da Milosz, da Kuron e da Karol Woytyla, quella terra generosa ( Polonia deriva da pole, campi), territorio fertile, si trova ora spiazzata, sprovvista di guide “alte” e cade nel “basso”gioco al massacro della politica.
Da noi l’evento sparti acque fu il delitto Pasolini (e ancora peggio dico io, perché violento e volontario) che mise in moto il distacco, la media-zizzazione e il conseguente desiderio delegante.
In Polonia si è saltata una fase rendendo così più veloce il processo. Non c’è stata per l’appunto la progettazione.
Sono gli eventi e il tempo alla polacca che hanno cucito l’occidentale di Warszawa sulla smunta flaga polska[5].
E a noi? Ora a noi, la Polonia appare come un’idea troppo larga da indossare. Noi che siamo abituati da anni ad idee strette e restrittive, animali di città (per dirla alla Marcuse[6]), ora a noi ciò che succede in Polonia, reca fastidio perché si sta occidentalizzando al peggio questa idea che forse poteva essere migliore senza di noi.


[1] I gemelli Kaczynski, rispettivamente primo ministro e presidente
[2] Nell’articolo riportato come Micnik
[3] Czeslaw Milosz- la terra di Ulro- edizioni adelphi
[4] Premio nobel per la letteratura
[5] Bandiera polacca
[6] Milosz, op. cit., p 40

L’alfabeto polacco è composto da un numero maggiore di lettere, lettere non presenti su questa tastiera. Per la grafia corretta dei cognomi di Wales, Kuron, Milosz, Rozewicz,Mrozek, Woytyla potete usare il motore di ricerca www.onet.pl

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