Sunday, December 31, 2006

Pirandello e le maschere della Siae

Siamo in guerra e non lo sapete. C'è una guerra alle vostre spalle combattuta con ogni mezzo e i proiettili fischiano tra le nostre orecchie, proprio lì dove ci dovrebbe essere altro, il nostro cervello. la guerra sconclusionata dei Diritti d'autore. Il 1 gennaio le opere di Pirandello sarebbero dovute diventare di dominio pubblico, ma per una legge internazionale abbastanza scoordinata (accettata dall'Italia nel 1994) dove i paesi perdenti della II Guerra Mondiale accettavano (dagli Usa) di allungare la durata dei Diritti di autore di 6 anni e 8 mesi (alla faccia dei revisionisti che dicono che quella guerra l'abbiamo almeno pareggiata). Così Pirandello se lo volete rappresentare dovete pagare il nipote che non ha mai scritto un'opera teatrale. Stessa cosa Sthephen Joyce, nipote problematico del ben più noto James Joyce, che passa il suo tempo a complicare la vita agli appasionati del suo avo.

Tant'è che per il Bloomsday (giorno celebrativo dedicato allo scrittore irlandese) il parlamento irlandese ha dovuto emanare d'urgenza una legge speciale per vincere il ricorso di Sthephen e poter così celebrare James. Bella cosa i parenti, no? Differente fu il caso di Roberto Bacci che a Pontedera si vide entrare in causa con la Siae per la sua rappresentazione di "Aspettando Godot". Samuel Bbeckett per questa opera voleva solo attori maschili, nella versione di Bacci in palcoscenico vediamo delle attrici. Non è questione di misoginia ma di rispetto della volontà dell'autore, e di un 'ìntegrità morale costruitasi negli anni come fece Beckett, poi magari lo spettacolo di Bacci ci guadagna pure ma se l'autore non voleva... la causa è stata vinta da Roberto Bacci e io vi consiglio come sempre di andare a teatro.
Il discorso è aperto tra Copyright e copyleft perchè la politica quando vuole si getta a capofitto dappertutto. Diritto d'autore certo, l'autore ha diritto, nella paternità delle sue opere a volersi anche mantenere con queste, ma vi ricordate Hugh Grant in About a Boy (il romanzo è di Hornby) che eredita i diritti d'auotre del padre autore di una canzone di natale (super slitta di natale) e vuole i soldi anche dai babbi natale che la cantricchiano di fronte ai supermercati (Bisognerebbe prenderli quei bastardi - dice nel film). E pensate che O sole mio, la canzone napoletana, di diritti d'autore produce 150000 mila euro l'anno.

Che fare? e tra poco scadranno i diritti di Elvis, che si inventeranno?

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