Sunday, March 26, 2006

Questa e l'altra: questioni di letterature

QUESTA e L'altra: questioni di letterature
Acqui Terme.
Chi è Fabio Izzo? Questa che segue è una brevissima biografia che potrà rendere più familiare una penna acquese di future, notevoli promesse.
L'UNIVERSITA' e la SCRITTURA
Conseguito il diploma superiore presso l'Istituto Superiore " BARLETTI" di ACQUI TERME, attualmente FABIO IZZO , 28 anni, sta concludendo i suoi studi universitari presso l'Ateneo di Genova, portando a termine un corso di laurea in Lingue e Letterature Stranire (sta lavorando ad una tesi di laurea riguardante il congresso degli intellettuali di Breslavia del 1948, cui parteciparono Caproni, Picasso, Vittorini, Green, Quasimodo e Sibilla Aleramo).
Da sempre la scrittura è stata una passione di Fabio Izzo: dopo aver collaborato al " Daemon Magazine"(1) di Bologna, rivista di arte e letteratura, con il " Corriere sportivo del Piemonte" ( per le cronache calcistiche), il nostro scrittore fa oggi parte della redazione on line de " Il Foglio", rivista della casa editrice omonima.
Tra i suoi racconti pubblicati o di prossima pubblicazione Beati non Battuti (2)( che è anche il suo blog consultabile sulla Rete), Malerio Maddio, Hildebrando Aristolakis. Ma lo stesso Eco a perdere contiene diverse scritture brevi che hanno valore di intertesto o di appendice, che mostrano a pieno le sue capacità narrative.
Ed è stato utile trovare una conferma di alcune intuizioni nel colloquio che abbiamo intrattenuto con Fabio Izzo presso la redazione de "L'Ancora" in data 28 febbraio.
" Perchè è nato questo libro, sorta di romanzo breve?"
Perchè in letteratura si dimentica spesso che la sperimentazione è importante. Lo è in tutti i campi, ma nelle Lettere- per motivi commerciali- sono rimaste indietro. Questo è un libro sperimentale, nato non per essere venduto, non costruito per un pubblico standard, ma che vuole creare un suo pubblico.
Certo, ambizioso come progetto; ma la tiratura iniziale di 300 copie si sta presto esaurendo, e- quello che è confortante (3). il libro a molti lettori piace davvero.(4)
Insomma, come si riferisce in modo esplicito in una pagina, dopo i capolavorti corali dell'Ottocento, quelli individuali del Novecento, tocca ai capolavori del Super Io, di cui Eco a perdere dovrebbe essere un esempio.
Esatto. Infatti il filo conduttore è costituito proprio da un dialogo, un dialogo intimistico, alogico, con se stessi, che finisce per assolvere alla funzione di cornice.
Ne ha parlato anche Francesca Mazzucato nella sua critica: " un alter ego che domanda cose criptiche, che passa e che permette che l'autore si specchi, che ci legge si trovi, o si perda per poi ritrovarsi quattro righe più avanti o mai più, un alter ego perfetto chiamato il tipo delle domande di cui si paventa e si aspetta l'arrivo".
- Editore " piccolo", ma "grande" il successo, almeno da parte della critica. Sempre la Mazzuccato, ad esempio non ti ha lesinato elogi; il tuo romanzo lo ha definito " sorprendente"
Mi ha fatto piacere. in particolare la ringrazio per quella bella analisi nella quale ha colto l'attenzione al linguaggio, la presenza di uno stream "carico di elementi feticcio del contemporaneo, di riferimento che spaziano dall'alto in basso, dal pop al colto, svolti-lei dice- con naturalezza e virtuosismo e con ritmo che fluisce a volte leggero come ali di libellule nelle famose notti dove tutto accade"
Ma giustamente ha osservato che i risultati non sono ancora perfetti in ogni pagina (5)
- E la Mazzucato, nel segno dell'ossimoro, che è un pò la cifra delle tue pagine, iniste poi dicendo che il tuo romanzo , " traccia una strada, offre delle linee guida che non vogliono guidare, delle indicazioni non indicanti, che di certo si distacca e riattacca a tutto ciò che è stato scritto prima e prova, si lascia andare a ipotesi e considerazioni e pensieri, fra paratassi e prosa poetica.Sei d'accordo?
Si: la letteratura impegnata deve impegnare, è differente dalla letteratra dell'Ottocento. Non è più passiva, gelida, inerte, ma calda, anzi roventee ribollente. E, dunque, le 75 pagine finiscono per trasformarsi alla lettura, in oltre 300, così mi hanno confidato alcuni lettori che si sono cimentati con me in questo gioco, che è soprattutto di smontaggio del linguaggio convenzionale. Poi ci sono le sucessioni di pensiero assurde e liberissime; delle associazioni di idee che trasformano Morbello in Torreincavasenzaconcavo....
Insomma occorrerebbe unire al romanzo un librettino esplicativo. Io ne ricordo uno per l' Ulisse di Joyce.(6) [ e un altro per il nome della rosa, ma questo ad Izzo non ho il coraggio di dirlo]. Cosa ne pensi?
No, non va. Se si mettono le note a piè di pagine viene meno il gioco e si torna alla letteratura che svoglio sfuggire.
-E' un filo rosso, questo ben presente nel romanzo: " Eco, nego tutto, ecco Eco tutto" proponi in una frase, a prima vista criptica, sistemata proprio circa a metà della tua opera. Poi lo chiami " autore sprEco"; poi ti lanci nella parodia dei suoi titoli...Ma qual'è la letteratura che invece insegui?
Quella che la scuola, il canone ha dimenticato. I beat che fine hanno fatto? Non fosse per l'opera della Pivano, da noi sarebbero cancellato.
Insomma la mia letteratura è quell'altra parte del cielo (7), e gli autori di riferimento sono ben esplicitati nelle pagine.
Ma, se mi è permesso, una citazione particolare la vorrei proporre per Jean Claude Izzo, con la sua Trilogia di Marsiglia.
Altro che periferia d'Europa, il Mediterraneo! Da un punto di vista culturale Marsiglia, Genova e Napoli ( che a vario titolo entrano, pur fugacemente nel romanzo) non sono solo città del passato ma anche del futuro. E lì che occorre riportare i riflettori della nostra attenzione.
E' una questione di identità da ritrovare. Anche se poi si scrive...ad Acqui(8)
intervista raccolta da Giulio Sarti
Questa intervista è apparsa su L'ancora del 26 Marzo 2006, colgo l'occasione per ringraziare Giulio Sarti, visto l'ampio spazio dedicatomi , per collegare con i link i riferimenti all' intervista e per ampliarla con la note
1 sul sito di Daemon è ancora presente un mio racconto, la prima stesura dell'Hildebrando Aristolakis che si menziona nel testo
2 in realtà è Beat Unbeaten che poi tradotto ha dato il nome anche al mio blog, riscontra sempre successo dala critica, la stessa Mazzucato e Lupi lo hanno apprezzato, ma risulta poco spendibile in un mercato italiano asfittico
3 non ho assolutamente nessun idea di quante copie circolino del mio romanzo e poi è vero, la via per i soldi è il gruppo de i Bombardati ( vedi post precenti, lettore sprovveduto)
4 ringraziamenti vari
5 altrimenti vincevo il Nobel col primo romanzo :)
6 essere menzionato in un articolo assieme all' Ulisse di Joyce è davvero una cosa esaltante per uno scrittore:)
7 in mente avevo, rispondendo, L'amante dell'Orsa Maggiore ( ora come ora mi sfugge l'autore) , l'ho letto ed è davvero un gran libro, difficilmente reperibile, fate prima a trovare Ho voglia di te di Moccia, ma la cosa strana è che per questo non protestate, anzi....comunque tornando alla nota, per l'alta metà del cielo pensavo proprio a L'amante dell'Orsa Maggiore, se volete sapere di più su questo libro, chiedete pure
8 ovvero nella mia Acqui che non è la vostra...:)

Tuesday, March 07, 2006

Wednesday, March 01, 2006

altra segnalazione su

il grillo parlante

un ringraziamento d'obbligo a Ilaria Donati